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Per vincere subito fuori Giuntoli e Motta e dentro Conte Chiellini e Del Piero

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Forse alla Juventus piano piano sta’ per ritornare la luce, la speranza. Abbiamo sentito un sacco di idiozie. Diciamolo chiaramente […]


Forse alla Juventus piano piano sta’ per ritornare la luce, la speranza. Abbiamo sentito un sacco di idiozie. Diciamolo chiaramente no a Pioli, no a Mancini, no a Prandelli e via discorrendo perché non sono da Juventus. Alla Juventus per ritornare a vincere ci vuole un allenatore Top che sappia tenere lo spogliatoio e far correre i giocatori. Il livello parte da Conte e a salire fino ai vari Ancelotti, Guardiola e via discorrendo. Tutti gli altri sono un ripiego tipo Motta. Lo stiamo pubblicando da anni ormai e i fatti ci danno ragione. Se la proprietà non è in grado o non vuole investire bene meglio vendere. Alla Juventus andrebbero bene i proprietari del PSG evitando investimenti fasulli o scorciatoie truffaldine.

Alla Juve in crisi di (troppe) identità non serve la sostituzione immediata di Motta – con chi poi? -, ma un sostitutor (una semplice erre può fare tutta la differenza del mondo). Da mesi a Motta viene rimproverato di non aver ancora capito la Juve, la sua natura particolare, e ai giocatori di non possedere le palle e lo spirito per aggredire una delle realtà più nobili e complesse del panorama calcistico italiano (domenica il tema è stato abbondantemente trattato perfino da Del Piero con considerazioni centratissime).

Proprio Chiellini, che riassume in sé il senso più pieno della juventinità, potrebbe essere, a mio avviso, la soluzione, o parte di essa, se solo decidesse di impegnarsi in prima persona per tentare di sistemare gli ultimi mesi di una stagione semicompromessa eppure fondamentale per il futuro prossimo del club.

In che modo? Entrando nello spogliatoio dalla porta principale e diventando così il primo interlocutore del tecnico, ruolo che non si sovrapporrebbe a quello di Giuntoli, né deprimerebbe Thiago, il cui principale interesse è uscire in fretta dalla crisi. Insomma, aiuterebbe entrambi.

La partita di Firenze, nella quale la Juve non ha mostrato alcuna reazione, ha infatti evidenziato la necessità di una rapida assunzione di responsabilità da parte dei giocatori e di una comunicazione interna diversa da quella attuale.

I grandi problemi, nel calcio, si risolvono da dentro. Un’iniezione di spirito juventino potrebbe perciò essere il rimedio verosimilmente più efficace e certamente meno costoso.

Vengo al punto. Nel giro Continassa è rientrato da mesi Chiellini, 40 anni, diciassette dei quali con la stessa maglia (pesante); Chiello che, per inciso, è assai vicino a John Elkann. Il Nostro non sembra tuttavia intenzionato a sporcarsi le mani partecipando a una gestione della quale non condivide probabilmente i metodi e che, almeno per il momento, fa acqua da più parti.

Proprio Chiellini, che riassume in sé il senso più pieno della juventinità, potrebbe essere, a mio avviso, la soluzione, o parte di essa, se solo decidesse di impegnarsi in prima persona per tentare di sistemare gli ultimi mesi di una stagione semicompromessa eppure fondamentale per il futuro prossimo del club.

In che modo? Entrando nello spogliatoio dalla porta principale e diventando così il primo interlocutore del tecnico, ruolo che non si sovrapporrebbe a quello di Giuntoli, né deprimerebbe Thiago, il cui principale interesse è uscire in fretta dalla crisi. Insomma, aiuterebbe entrambi.

La partita di Firenze, nella quale la Juve non ha mostrato alcuna reazione, ha infatti evidenziato la necessità di una rapida assunzione di responsabilità da parte dei giocatori e di una comunicazione interna diversa da quella attuale.

I grandi problemi, nel calcio, si risolvono da dentro. Un’iniezione di spirito juventino potrebbe perciò essere il rimedio verosimilmente più efficace e certamente meno costoso.

Alla Continassa il giorno dopo un’altra sonora sconfitta (a Firenze) vige il silenzio. Si racconta di un faccia a faccia tra Cristiano Giuntoli e Thiago Motta perché a questo punto occorre portare a termine la stagione.

Eppure per comprendere cosa sta realmente succedendo all’interno della Juventus bisogna tornare indietro di qualche giorno. I quattro goal subito contro l’Atalanta hanno rappresentato un prima e un dopo nella stagione di Motta e nel cammino dirigenziale all’interno di Madama del grande capo dell’area sport Giuntoli. Perché una sconfitta di tal portata non può essere derubricata come qualcosa che può succedere.

Non a caso nelle ore successive al match con i bergamaschi l’ipotesi dell’esonero e quindi della sostituzione della guida tecnica a campionato in corso è stata presa in considerazione. Raccontano che Giuntoli avrebbe avuto contatti intensi con Roberto Mancini, ex ct della nazionale, già allenatore di Inter e Manchester City, per un triennale da far partire subito. E a ogni modo sempre Giuntoli avrebbe mantenuto il file aperto con Stefano Pioli, disposto a indossare la divisa di allenatore della Juventus ma solo da maggio quando finirà lao stagione in Arabia. Due profili autorevoli, vincenti, in grado – a parer di Giuntoli – di risollevare una squadra che fin qui sembra essere un lontano ricordo della Vecchia Signora.

Questi due scenari il direttore li avrebbe messi sul tavolo della società ma quest’ultima ha risposto con un’alzata di spalla. «Nulla da fare, il prossimo allenatore non lo sceglierà Cristiano» è il retroscena che filtra dalla Continassa.

Su queste note è iniziato il processo nei confronti di Giuntoli ritenuto il responsabile numero uno di una campagna acquisti monstre e di un allenatore, Motta, che non ha performato come ci sarebbe aspettato. Confida una fonte interna: «Se nel 1991 è stato cacciato Luca Cordero Montezemolo, perché non dovrebbe essere accompagnato alla porta Giuntoli? John non sarà Andrea (Agnelli ndr.) ma conosce i codici del mondo agnelliano».

La ricostruzione della Juventus è già sul tavolo di John Elkann: prevede un finale di stagione o con Motta o con un traghettatore light come Magnanelli o Brambilla. Al più un contratto a termine a Cesare Prandelli, definito «una sorta di Ranieri di casa Juve», un profilo che conosce l’ambiente e la storia del club, che è fuori dal giro allenatori da qualche tempo, e che in fondo potrebbe mettere a disposizione la sua professionalità e le sue conoscenze per il finale di stagione.

Se ricostruzione sarà, vuol dire che non ci sarà più spazio per Motta né tantomeno per Giuntoli. Elkann ha intenzione di stravolgere gli assetti societari, promuovendo Giorgio Chiellini come direttore generale, e nominando come presidente una figura che incarni il dna juventus. Per intendersi, un Del Piero o un Platini. E la guida tecnica? Tutto questo si completerebbe con un allenatore come Antonio Conte che non ha mai nascosto che un giorno sarebbe voluto tornare in bianconero. Lo sponsor numero uno di Conte si chiama Chiellini. E John Elkann non si opporrebbe a questa scelta anche perché da ora in avanti vuole essere associato a progetti vincenti. E l’ex capitano della Juve è il più vincente fra gli allenatori. Si vedrà.

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